La cronologia: la vita come un browser.


Vede vede come vado veloce, che sebbene io sia veloce nello scrivere e lesta arrivi qui nel suo salottino, ecco che la letteratura riprende a scorrere, e i giorni passano e io resto indietro e non riesco a stare al passo che le cose succedono che nemmeno me ne accorgo e in un soffio è già autunno, la scuola ormai routine, domani inizia il Neozone e il mio treno parte alle 7 e 18, classe prima, carrozza 2 posto 36, vicino al finestrino prego, che conto di appoggiarmi lì, senza il mio amato iPod,  senza una tastiera in cui scrivere, ma finalmente ferma a vivere la vita, che tanto ormai a fare senza mi ci sono abituata. Che mi ci vorrebbe anche a me la cronologia come per ciascun browser, che il Maschio Alfa l'altro giorno mi ha chiesto come si fa a vedere la cronologia nei computer e io sono andata nella parte in alto a destra del browser, e un po' inquieta ho cliccato sulla stellina e di fianco alla finestra Preferiti si è aperta quella della Cronologia, martedì, diceva, e lunedì, settimana precedente, due settimane fa. Mi sembrava di essere tornata ai tempi in cui il Talebano perquisiva di nascosto il mio computer, io lo sapevo e ogni volta che scrivevo qualcosa poi cancellavo, inviavo e poi cambiavo password, e costruivo percorsi contorti per non essere scoperta, e poi andavo a frugugliare nelle impostazioni, password e Master password,  e poi andavo in internet a cercare di capire cosa era, come era, come fare, e poi tornavo al mio computer e cancellavo, aprivo , chiudevo, veloce, prima che lui arrivasse, un'ansia di coprire e non lasciare tracce, ben sapendo che lui ne sapeva molto più di me, molto di più. 


Così l'altra mattina mi ha lasciato una bava di inquietudine questo desiderio del Maschio Alfa di vedere la mia cronologia, e però con stupore ho visto quante pagine apro in un giorno, quanti siti e informazioni, e ricerche faccio, e ho il pc ha un sistema così dettagliato che permette di cancellare una pagine web alla volta, così che puoi lasciare visibile la precedente e la successiva ma cancelli quella in mezzo. Allora ho pensato, signora mia, che anche a me mi ci vorrebbe un sistema del genere, un momento in cui dire: oh perbacco, aspetta un po', in quali pagine mi sono imbattuta? cambiarle non posso ma cancellarle sì, e via, zacchete, ne cancellerei sicuramente parecchie, eh sì, parecchie.
Potendolo fare. Come? Come dice? Lei ha un modo di parlare che mi incanta, mentre alza il suo mento bianco, lievemente appuntito, e la sua bocca si muove in armonia, sì ha ragione comunque sì, la differenza è grande, che le pagine web sono aperte in modo poco consequenziale, seguono stringhe di ragionamento e poi si fermano e ripartono, mentre la vita no, le mie giornate sono una conseguenza dell'altra, e non è che si possono cancellare così, come ha ragione, signora mia.
Però questo suo pensiero io non ce lo avevo nella mia mente quando questa mattina mi sono alzata, che non sono proprio sicura di voler andare a Milano domani, che sarà una fatica immane, 3 giorni di fiera a Milano, la grande Milano, e però mi salto un weekend di riposo e non ho nemmeno una diaria.

Per questo forse, per vedere se ero abbastanza forte, stamattina sono andata a cercare nel computer la sua fotografia e l'ho ingrandita e l'ho fissata, io e la sua fotografia nel mio computer, i capelli più lunghi, sicuramente ingrassato, mai verametne sorridente, lo sguardo intenso, e ho sentito delle punture di spilli e però ho continuato a guardare, che non posso crederci di aver visto cose che non erano vere,  e comunque adesso è il momento di andare avanti avanti avanti e l'ho fissato ancora un po', finché spontaneo non è venuto fuori un - stavolta mi hai proprio rotto- e ho girato pagina, chiuso Skype e fb e gmail e word e twitter, e sono andata via, al mio Lavoro Benedetto, senza pensare a nulla, che ogni volta che penso a qualcosa adesso mi dico:- avanti avanti avanti- che manco io so veramente cosa vuol dire, ma intanto mi serve, e pedalo, e faccio una strada nuova oggi, diversa e arrivo in via Zabarella da via Altinate e lì ti vedo J, una cartella piena di carte sotto il braccio, ingrassato, lo sguardo corrucciato e infastidito dal sole e dalle lenti a contatto, il corpo dondolante su un piede e poi sull'altro, e mi tornano come un soffio le sue ultime email, che forse era febbraio, e- ... e per sempre ti chiederò se ti sei pentita- e io che leggendo ho alzato le mani, le nostre vite separate per sempre, io per sempre sola, perché è la dedizione senza condizioni che fa paura.



e ho sentito qualche spillo pure lì, ma non ho sterzato la bici per bloccargli il passo, ma ho lasciato che lui proseguisse sotto il portico, che tanto ormai sono solo spilli, io non faccio erase history, me la tengo la mia cronologia, perché ho come l'impresisone che vale quello che ho dato io, non quello che ho ricevuto.
Mi dica se anche lei la pensa come me, ma sono io quella che, alla fine, ha amato, e per questo ho ricevuto. Loro non so.
Magari sa, non è nemmeno vero che sono ingrassati: magari stanno benone. 
Magari hanno fatto le scelte migliori per loro stessi.
Io ho pedalato fino alla piazza del Santo, e come ogni volta secondo il voto che ho fatto, quando passo per di là metto un piede sul selciato - ciao Sant'Antonio, oggi non ho proprio niente da dirti, vado a lavorare.
Domani vado a Milano, alla settimana della Moda. Poi al resto, qualche santo provvederà.

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