Gli uomini e le donne del secondo giro e Superkoars.



Allora dove ero rimasta? ah sì,  ai pianti di queste donne e ai silenzi di questi uomini, che cerco di metterli tutti in fila per trovare un nesso logico a queste storie tutte così rovinosamente dolorose, dolorose per le donne, che pare invece che gli uomini se la spassino senza problemi, e vivano le loro relazioni sentimentali con quel giusto distacco che noi donne potremmo dedicare alla visione di un bel film intellettuale, ("ah sì, molto interessante, Aki Kaurismäki aggiunge sempre quel tocco didascalico che mi piace tanto"). Che io penso che gli uomini siano così perchè sono al secondo giro sa, che magari al primo giro della giostra si sono dati e si sono spesi e poi allora chiudono i cordoni e si ritirano come dei ricci, e si adoperano molto nelle questioni di sesso ma non consentono alle donne del secondo giro di penetrare di più. Almeno questa è l'idea che mi sono fatta io degli uomini over 45, anzi over 47, che quelli sotto non li reggo proprio, li trovo magri, scoperti enlle loro mosse di approccio, che solo perché si sentono sicuri della loro giovinezza pensano di poter avere chance con chiunque. Per questo l'altro giorno ho lasciato che Il Tosetto giocasse, e mentre ero in piedi al bancone ho permesso che mi si avvicinasse alle spalle e pur vedendolo non mi sono mossa; facevo cose io, compilavo un modulo ma nel gioco degli specchi offerto dai vetri anticipavo mentalmente ogni sua mossa, e ho visto che si avivcinava con passo felpato, sicuro come un gatto che sa esattamente dove posare le zampe silenziose, e ho visto le sue mani che si allargavano all'altezza dei miei fianchi e prendevano le misure mentre era alle mie spalle, e sempre mentre fingevo di non accorgermi ho visto il formarsi del sorriso nel suo viso, lo sguardo concentrato su di me, gli zigomi segnati, il fisico magro, la camicia infilata nei pantaloni ben stretti da una cintura di cuoio, i capelli corti e scuri senza traccia di fili bianchi, che alla sua età i capelli sono tutti scuri ancora, e mi sono preparata al suo attacco felpato, e infatti lui, come era prevedibile (ah come sono prevedibili gli uomini nei loro approcci fisici), ha accennato a posare le mani sui miei fianchi e il viso sulla mia spalla sinistra tutto iniseme, con grazia, e ha stretto leggermente la presa premendo lieve con i polpastrelli, ha voltato il viso verso il mio collo e sorridendo e parlando con voce bassa mi ha detto - Come VAaaaaaaaa?- come se io non sapessi, non avessi già visto le sue mosse, come se per davvero io potessi sobbalzare e credere al suo tono di voce basso, e lusingata da tanto ardire potessi mettermi a ridere e cinguettare, e renderlo felice delle sue capacità seduttive. Invece sa, signora mia, 
:-Non fare lo scemo con me- ho detto - non ti conviene davvero- 
e con un lieve movimento ho ondeggiato i fianchi e il busto, e poi mi sono voltata diretta, faccia a faccia, pochi centimetri uno dall'altra, e mentre mi voltavo lui si è accorto dello sbaglio,  ha mollato la presa e allargando le mani ha fatto un passo indietro, ha guardato in terra che il mio sguardo non lo ha retto, e ha riso; la strada tra me e lui si è fatta lunga chilometri, io mi sono vista riflessa negli specchi, io morbida lui sabbia gialla e farinosa, che io non tollero sti maschi finti, se mi fai la corte la fai per bene, che sappia reggere, che tu sia in grado di andare fino in fondo, non mi fai la corte solo perché ti piace pensare che lo puoi fare, ti pare di fare il gesto che mi farà piacere  "perché tanto alle donne piace il flirt", non puoi permetterti di posare le tue mani sui miei fianchi solo perché ti credi di essere piacente.  E poi, signora mia, il vederlo indietreggiare così, come se avesse per qualche secondo smarrito l'equilibrio, mi ha fatto sorridere e allora gli ho detto:
-... che ti mangio in un boccone io- 
e lui ha ripreso il terreno, ha smesso di ridere e ha pensato -"Che stronza, che cazzo vuole"- ma poi ha ripreso a ridere per reggere il gioco davanti a tutti. Che io lo so che gli uomini ragionano così, ma solo quando noi gli diciamo no, e se invece diciamo sì loro, quelli del secondo giro di sicuro, scappano, che non sono in grado più di sostenere il peso di un sì pieno. Per altro, sa, nemmeno un colpo e via funziona tanto bene, almeno così mi pare, ma poi che cosa le devo dire, signora mia, mi fanno generalmente pena sti uomini, quelli del secondo giro dico, terrorizzati dall'idea di un secodno giro impegnativo, come se una donna come me potesse fare del male, come se una come me dovesse poi essere per forza per tutta la vita, come se una relazione fosse un peso e non un sollievo, come se a fare le cose in due non ci fosse gusto, come se l'impegno di rispondere a un'altra persona fosse un onere troppo pesante, roba da manovra finanziaria del dicembre 2011.
Così li vedo, gli uomini che sono stati di Goemon, o miei, o  della Collezionista, o anche il Maschio Alfa,  o Semprequello, o L'Amico del Maschio Alfa, o La Mappa delle Stelle, o l'Asterisco, li vedo così, incapaci di scelte emotivamente forti, accquattati in relazioni tiepide ma certe, senza grandi impegni e senza promesse, ma con certezze sicure (niente figli, niente convivenza, niente abito bianco), a sciacquarsi i piedini in relazioni dove le donne si ararbbiano, brontolano, li guardano e li trattano con sufficienza ma si adeguano. Ah cara la mia signora mia, se sapessero gli uomini l'importazna del sesso in una relazione, saprebbero da subito cosa va e cosa non va con una donna. Lei ride eh? AHAHAH, cara la signora mia, io la amo sa, che lei sa tante cose ma non dice nulla, e allora io mi avvicino verso di lei sporgendo un po' il busto in avanti, e le sussurro una battuta signora mia, che ovviamente gli uomini sono dei baucchi che basterebbe loro sapere che se il sesso non funziona in una donna vuol dire che la relazione è finita, che se un uomo deve avere bisogno di comprare lubrificanti rosa mascherati da oli massaggianti è bene che quell'uomo si faccia una bella analisi di coscienza e chiedersi se davvero lui è l'unico e il migliore nel fare sesso..., le pare no?...
e così in sostanza sono gli uomini nel panorama odierno; instaurano con le loro fidanzate rapporti come tra padre e figlia, solo che con le fidanzate ogni tanto ci fanno sesso, e le vacanze le fanno insieme, e se è il caso possono anche tradirle, che tanto mica è un tradimento vero, chissà poi loro cosa combinano per conto loro quando sono da sole. Ma gli uomini lasciano perdere queste bazzeccole, che le donne sono difficili, incomprensibili, capricciose, rovinano i rapporti, pretendono fedeltà, amore eterno, fiori e regali e una casa e soldi; le donne del secodno giro vogliono figli ma per questi uomini non è più tempo di avere figli. Li hanno già avuti, con il primo giro affettivo delle loro vita, hanno già passato le notti in bianco, i brutti voti, la varicella, le vacanze i compleanni, i rimbrotti di mogli, madri maestre sull'eduzazione da dare ai figli. E poi pensano, la consuetudine e il quotidiano tolgono vivacità: invece caricarle in macchina ben vestite e fresche di parrucchiere, e scaricarle a casa loro un po' sfatte e soddisfatte è cosa che salva il rapporto e infatti sono tutti messi così, il Maschio ALfa, Il Carro, l'Asterisco, il Bruttochemai,  così presi dal loro lavoro non per accumulare ricchezze, ma per riempire vuoti emozionali e mantenere tutto in equilibrio. 

Mah, li guardo e mi lasciano perplessa, ma certo è che ammiro molto le donne che sono capaci di reggere il peso di tali compromessi, e che si fanno abbagliare dal viaggio, la cena, la borsa, la macchina, la casa, la villa, la barca ciao ti porto a casa - la tua-.  Le ammiro perché evidentemente riescono a ottenere quello che vogliono e di cui hanno bisogno e riescono a dare solo ciò di cui questi uomini hanno bisogno. Le Badanti, appunto, che accudiscono questi uomini solo a tratti e dietro compenso. Una formula tacita di contratto para-matrimoniale: tot ore insieme, il resto libera uscita. Vitto e alloggio solo nei weekend. Deve essere un modo per rendersi la vita semplice, senza le complicazioni che la passione ci ficca dentro (andiamo, facciamo, costruiamo, che ne pensi? mi aiuti, ti aiuto, faccio io, l'ho fatto per te, l'hai fatto per noi? potremmo pensare di fare questa cosa, che ne dici? ci andiamo insieme? ti piacerebbe? ti voglio, dove sei, cosa fai, come stai, ho bisogno di te, non essere sciocca certo che ti amo). Eh sì, troppe complicazioni in effetti.
Io intanto sto a guardare:
Goemon corre e piange e piange e corre, inseguita dal fantasma di un uomo che non è un sollievo e non è rifugio, ma un'ombra scura che trascina attrezzi da muratore (martelli, cazzuole, malta e mattoni vuoti, chiodi e polvere di cemento) e Goemon invece è leggera e frugale, e aveva sperato di trovare una palestra dalle pareti di carta di riso, dove volteggiare e imparare a essere agile sulle corde di canapa. Lei corre ora, la ferita aperta dal pube fino al collo, il vento dell'inverno che le scompiglia i capelli, la katana nascosta nelle vesti, il clangore dei ferri del fantasma alle sue spalle.

La Collezionista si siede e guarda le parole e i silenzi e con la mano posata sul mento si domanda se le parole hanno un senso (che pare l'Eletta che con gli occhi azzurri come il riflesso su un foglio bianco,  sorride mentre mi scava chiedendomi: - Superkoars, ma la parola ha un significato? Possibile che la gente usi le parole così, a vanvera? Nel lavoro, nella vita di tutti i giorni... Superkoars, io ci lavoro con le parole, ma nonostante questo le doso e le misuro, possibile che per gli altri non abbiano valore?); nello stesso modo la Collezionista si fa le domande, e si chiede se il silenzio vale quanto il detto, se le pause contano come le note, se i toni non hanno un peso e l'eco è un'invenzione letteraria. E sta ferma La Collezionista, che ha la pelle ustionata sulle braccia, un'infezione che corrode lenta i tessuti e non c'è nulla da fare, solo aspettare e chiedersi se è vero che le parole non hanno un peso e si possono usare così...

 Ma a parte le donne del secondo giro, anche la Combattente abbassa lo sguardo e cerca una risposta fissando le sue mani, come se potesse costruirla lei la risposta alle sue domande - io parlo e parlo e lui dice che ho ragione ma poi non si sposta dalle sue posizioni, e io ci provo a spostare l'asticella, e mi accoccolo di fianco a lui nel caldo del lettone, lo stringo e so che senza di lui non posso stare, ma poi non mi ascolta, gli parlo e le mie parole scendono sopra di lui come una pioggerella mentre lui pedala in bicicletta, che per lui  l'importante è pedalare, guardare avanti, il futuro il domani la sicurezza e io  Superkoars?  e io? - E si muove sulla sedia in cerca di una posizione, acacvalla le gambe magre e lunghe, con la mano sinistra si prende la destra, la liscia e l'allunga mostrando le unghie perfetttamente curate e smaltate di rosso cupo quasi nero (ho trovato una signora che mi fa il gel per solo 12 euro, però....non so... è brava però...) e con il pollice della sinistra liscia le unghie, prima l'indice, poi il medio, poi alza lo sguardo e mi dice che lei lo sa, che lei ha tutto, che non dovrebbe lamentarsi, e posa quindi le mani sulla seduta della sedia, di fianco ai fianchi stretti e si solleva un attimo, riposiziona le gambe, e stilla gocce di pena che salgono lente sulla superficie degli occhi chiari e che poi la ragione ricaccia giù, - che tanto che vuoi fare, posso mandare a monte tutto quello che ho costruito solo per le mie fisime?

ed è un vero peccato signora mia, che gli uomini del secondo giro siano così, perchè io li amo, mi piacciono da morire, li adoro e per loro darei la vita. Ma io sono schifosamente monogama fino nel midollo della terza aura, prepotentemente amante fino al centro di ciascun fiore di loto dei sette chakra, vergognosamente esposta al loro sguardo nuda, completamente nuda nell'anima, senza difese nella parte molle più interna del mio sistema psico-fisico. Che più volte mi sono ritrovata sporca, con il sangue rosso che segnava le lenzuola e le mani e la bocca, e la ferita aperta dal pube fino alla gola, e le braccia ustionate, e ...

E ancora io li guardo da lontano e da lontano li amo: mi piacciono tutti, il fantasma del muratore che perseguita Goemon Ishikawa, l'Asterisco, il Carro, il Maschio Alfa, l'Aoristo, D'artagnan, il Talebano, il Cavaliere Biondo, tutti, mi piacciono tutti. Mi piacciono le loro spalle, le bocche, il loro modo di sedersi, di guardare il mondo, l'attitudine che ahnno per le cose che a loro interessano, il piacere del cibo, del vino, del sesso, la competizione che hanno con gli altri maschi, lo sguardo indulgente verso le donne, verso i figli, verso di me, la comprensione che hanno del mondo e della vita, la testardaggine e la forza che dimostrano nel loro camminare.
Li adoro.
Penso che sia per questo che io con gli uomini , ho definitavamente chiuso.



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