la pioggia e le verità riflessioni a grappolo


TADAAAAAAAA, sono ancora qua, ah non ci posso credere, sono ancora qua che piango, ma guardi lei che roba, un'acqua che esce dagli occhi che avrò fatto i solchi ormai, forse sa tutta sta facilità di pianto magari mi fa pure bene, che lo sa che mi hanno scritto? eh sì, mi hanno scritto che l'acqua ha memoria ma il pianto no, serve solo a lavare il dolore vecchio e io mi sento come le prefiche che piangevano con alte grida ( ma sempre ai funerali degli altri, venivano pagate per piangere si figuri lei come è cambiata sta società, che qui da noi piangere in pubblico o dire che si piange è cosa che non sta bene, come dice? sì, ha ragione, sono passati duemila anni è ovvio che la società sia cambiata...) aaahhhhhhh come piango signora mia, che mi ha sempre ragione lei, fatto sta che sente che alte grida che mando, e mi strappo anche i capelli, ho questa necessità di aprirmi al mondo e di capire me stessa, e adesso le dirò perché tutta sta acqua che scende come la pioggia di questi giorni. Che sa, a piangere si sta male, ma stavolta è una liberazione, un lasciare andare e sa, ho capito alcune cose veramente importanti e quindi adesso gliele snocciolo qui... eh? aspetti che ramazzo nella borsa per vedere se ho ancora dei fazzolettini... no, li ho finiti...ah grazie, ha ricomprato una scatola di veline per me, grazie mille sa, quante attenzioni verso di me... cosa? un piattino di canditi? lo sa che io adoro i canditi? Specialmente quelli all'arancia che D'artagnan me li ha fatto l'anno scorso ed erano così dolci e zuccherosi, ah no no, sono ottimi anche questi, dove  li ha presi? ah certo sì, li ha fatti lei, ha ragione, come ho fatto a non capirlo, posati così in ordine sul centrino di lino bianco e il piattino d'argento lucido, ne posso mangiare un altro? Guardi, mi passa anche il singulto del pianto così, volentieri sì, prendo una tazza di the, mmm il gelsomino è perfetto, grazie, adoro queste tazze e il suo salottino rotondo, dove mai avrà trovato lei queste poltrone fatte a semicerchio, con il tavolino inglese a gambo unico e tre piedini, una lampada posta proprio sopra il tavolo così la luce si riflette sulla tovaglietta bianca e non ci abbaglia pur facendo luce solo intorno a noi. Ah, scusi, aspetti che mi soffio il naso, ecco, mi sa che forse sto sfogo di pianto incontrollabile è finito, chissà, incontrollabile aveva detto lui quella volta, una scrittura incontrollabile, una situazione sfuggita al controllo, e io che non capivo. Adesso ho capito invece, e allora le spiego il risultato di quel punto di domanda diventato un punto esclamativo non appena Goemon Ishikawa mi aveva squarciato il velo che avevo davanti agli occhi e che inutilmente Ladonnachefa Accaderelecose e l'Eletta avevano tentato di sollevarmi. Ma sa, ho pensato anche, che a volte le cose arrivano nel momento giusto, e non  è detto che il lavoro fatto da loro non abbia in realtà contribuito a rendere la stoffa consunta... (eh no, lo puntualizzo sa, che sarebbe sempre opportuno dare a Cesare quel che è di Cesare - e a Dio quel che è di Dio- continuava così quel tratto del vangelo mi pare, che dice, che mi devo preoccupare? sto diventando sul bigotto andante con sta faccenda dei santi  e ste citazioni...? no eh ? infatti, anche io lo penso, ma non si sa mai, sa com'è la psiche, la mia poi...). Sì grazie, assaggerei un pezzetto di cedro ora, mmmm che buono signora mia, che buono...
Allora, per tornare a noi, le dicevo che ero in macchina, e Goemon Ishikawa mi aveva puntualizzato alcune cose, e da quel momento lì io ho fatto una serie di riflessioni, riflessioni a grappolo appunto, con acini acerbi, e da qui il pianto, la liberazione e la pulizia.
Gliele schematizzo qui, che la puntualizzazione che ho mano a mano pubblicato su Facebook è utile per capire e pertanto le dico che:
-1 - Ahi che male che fa la verità: che la riconosci subito , arriva affilata e taglia l'intricato cordone di protezione che avevi pazientemente costruito, radici contorte a proteggere prima questa scelta, poi quell'idea, poi la torsione e l'unione in un'altra scelta, e così se uno potesse veramente guardarsi dentro sicuramente vedrebbe un groviglio inestricabile di tronchi nodosi che avvolgono idee ed errori, e consentono di giustificare gli atti che abbiamo fatto. Ma se la verità arriva, con un colpo porta alla luce tutte le cortecce, e lì trovi i nervi scoperti e due sono le cose che puoi fare. Fermarti stupita a guardare i nervi palpitanti e bisognosi di protezione e di cura, oppure buttare sulle radici scoperte una badilata di terra e coprire ancora tutto. Io ho visto la verità fare scempio delle cortezze grezze, e con stupore mi sono fermata a guardare dentro di me. Per questo ho pianto tanto, signora mia, perché ho visto ciò che la verità improvivsamente ha mostrato. Ecco perché "ahi che male che fa la verità".

-2- Sono stata una rompiscatole, vero.  Questo mi ha fatto parecchio male, perché io non ho mai pensato di essere una rompiscatole e invece eccome se lo sono stata. Con le mie chiacchiere mi sono messa in mezzo come un fantasma, ho segnato probabilmentecomunicazione nell'etere, cosa che più volte mi era stato chiesto di smettere, almeno in quella parte che dava fastidio, e che invece io ho proseguito, a volte feroce, a volte inconsapevole, ma pur sempre con metodo. Eh, signora mia, mi dia le veline valà, che passare per una gran rompiscatole è una verità che mi procura parecchio dolore. Ma, mi sono chiesta, come mai sono stata una grande rompiscatole senza accorgemene?



-3- Sono stata una gran rompiscatole per un anno perché ho disatteso a delle regole tacite. Ecco, c'erano delle regole che io non conoscevo, oppure ho pensato di poterle infrangere, oppure ho pensato che lui le volesse infrangere.  Fatto sta che le regole tacite c'erano, e, queste regole dicono poche cose ma chiare, peccato però che siano tacite e quindi nessuno sa bene quante siano le regole ma da quello che ho potuto capire io le principali sono che se ti metti nei pasticci con un uomo deve essere chiaro che di lui prendi tutto, anche la vita precedente e soprattutto, la vita presente. Un'altra regola dice che se l'uomo in questione ha una vita al sole e una all'ombra, tu o stai nella parte al sole, o stai nella parte all'ombra, ma un piede di qua e uno di là no, non si fa. Un'altra ancora dice che gli uomini a una certa età non cambiano, e quindi anche se loro una sera dicono cose che ti restano impresse nella mente del tipo - Ah, non vedo l'ora che la vita mi colga di sorpresa- non è che lo dicono pensandolo veramente: gli uomini a una certa età dicono cose che non pensano veramente e in ogni caso gli uomini a una certa età non cambiano, e tu non ti puoi attaccare alle stupidaggini che dicono una sera d'estate a cena. Un'altra regola dice che le regine altere hanno sempre ragione. Io francamente le ho scoperte solo ora queste regole e il fatto però che fossero tacite non è sufficiente per farmele ignorare, che si dice così sa, ignorantia legis neminem excusat, che mica l'ho detto io... e così ecco perché io sono stata una gran rompiscatole.
-4- Come conseguenza ho vissuto (inconsapevolmente)  la sindrome del deserto. La sindrome del deserto fa sì che qualunque sorgente d'acqua, pure quella che normalmente chiameresti pozzanghera, è fonte di salvezza e quindi lì ti abbeveri. Infatti non conoscendo le regole tacite di cui sopra, ho creduto nel miraggio dell'oasi. Altro di preciso non so su questa sindrome, ma ritengo che il nome sia suggestivo e pertanto l'ho fatta mia, soprattutto per il fatto che anche questa verità mi ha infilzato un pochetto le cortecce delle mie radici.
-5- La sindrome del deserto rende particolarmente ciechi e , pertanto, particolarmente rompiscatole. In effetti non c'era verso di schiodarsi da lì, di  smetterla di dire che quella è l'acqua che ti ha salvato la vita e quindi purissima e adattissima a te e ai tuoi scopi.

-6- Dovrei smetterla di lavorare per progetti. Dovrei smetterla di trovare uomini fragili, non risolti, potenziali non sfruttati, progetti da co-progettare. Dovrei smetterla.

-7- Dovrei smetterla e basta.


Ecco.
E' così.
Guardi come sono pulita adesso. Guardi come luccicano le mie radici ora. Sembro la betulla, gliela ho mai raccontata la storia della betulla?
C'è l'ho quasi pronta, magari domani gliela racconto.

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