Essere stronze paga.
La strada e' stata lunga e veramente perigliosa, piena di ostacoli e dei cosidetti cazzi e mazzi (che diciamocelo, se e' vero come e' vero che sono nata principessa e sono diventata camallo, allora posso permettermi pure il turpiloquio). Che, francamente, se lo avessi saputo prima forse sarei stata piu' prudente, o come si ama dire oggi, più assertiva, che in sostanza significa più stronza.
Per la strada ho lasciato un mucchio di gente, ma proprio tanta eh, impossibile farne l'elenco completo, pero potrei provarci, sicura come sono che nessuno di loro verra' mai a leggere e in ogni caso, onore alle armi, che poiche ritengo siano stati più stronzi di me, e' giusto che abbiano anche la loro personale citazione in un blog prima abbandonato e poi comunque sconosciuto.
Tra gli uomini ho lasciato Il Carro; glielo ho pure detto che ero innamorata eppure lui continuava a volere da me solo una relazione sessuale e per quanto ve lo posso raccomandare da quel punto di vista, giacche' era proprio bravo, per il resto era un uomo diffidente, che temeva sempre di essere incastrato da qualcuno (fosse un cliente dello studio, un venditore di qualcosa, una segretaria o una donna), ancora ossessionato dalla moglie (la quale peraltro dai suoi racconti lo aveva trattato proprio male ma inutilmente) e con una serie di paranoie che non riusciva a superare. Io non potevo più restare da innamorata in una relazione di questo genere, e cosi' ho sbattuto la porta e me ne sono andata. Lui per un po' ci ha provato per telefono, poi e' andato da Federica a chiedere una mediazione che io non ho accolto perchè era altro che volevo e se non lo otteneveo allora non volevo niente. Accontentarmi non mi bastava più. D'altronde se si e' innamorati, come si fa ad accontentarsi? Dopo qualche mese mi chiamo' dicendomi che c'era un conto da pagare presso il suo studio. Io ricordo che in quel momento ero nel piazzale del Santo, ho guardato la facciata e ho detto no, non ti pago. Al che lui ha risposto che non era lui che dovevo pagare bensi' il suo assistente che aveva fatto un lavoro che altrimenti avrebbe dovuto pagare lui. Io allora, sempre guardando la facciata della chiesa gli ho risposto cosi': prima di tutto non mi interessa chi tu devi pagare, se io vengo nel tuo studio io devo pagare te e non il tuo assistente. In secondo luogo i soldi non li ho, quindi anche volendo non potrei pagarti, in terzo luogo se tu pretendi che io paghi te allora tu paghi me, per le consulenze che ti ho fatto per la gestione di quello scavezzacollo di tuo figlio, per il sito, per il progetto che ti ho scritto, per le milioni di volte in cui ti ho aiutato con lo studio e per il fatto che mi hai minacciato di denunciarmi perchè scrivevo di te nel mio blog e davanti a questa cosa io mi ero fatta una grassa risata, dal momento che sebbene fosse possibile capire chi eri, ciononostante non sei un uomo cosi' importante agli occhi della cittadinanza da doverti difendere da me. Infine, se non mi lasci in pace, io vado dalla tua compagna, e stronza per stronza, le racconto un paio di cosette che ti riguardano.
Guardavo fissa la facciata del Santo, sicura che tanto non ero in un luogo cosi' sacro dal momento che alla mia sinistra troneggiava la statua del Gattamelata armato a cavallo, e se lui era riuscito a convincere i frati che una statua militare ci stava benissimo sul piazzale sacro, allora io potevo benissimo mandare a fanculo Il Carro e le sue pretese, anche minacciandolo. Devo dire che il Santo ha posto una mano benevola sulla mia testa, ha spinto con forza le mie parole nell'etere da cellulare a cellulare e ha mollato uno schiaffo potente sulla faccia del Carro, il quale, rimasto attonito e senza parole, forse mi ha salutato e comunque ha chiuso la comunicazione senza ribattere nulla.
E io ho spento la chiamata, ho messo il telefono in tasca, ho dato un'occhiata alla facciata e ho fatto un lieve cenno con il capo al Santo, capendo che essere stronze a volte paga, nel senso che non ho dovuto tirar fuori qualcosa come un migliaio di euro (o forse più, non ricordo ed e' comunque un dettaglio), ho inforcato la mia bici dal mezzo della piazza e ho pedalato contro la legge che lo proibisce per uscire dal piazzale e andarmene per la mia vita.
Non e' stato facile ma e' stato salvifico.
Non l'ho più sentito: chissa, e se nel frattempo fosse morto?

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